Piume.

Oggi pensavo ad una persona.Ogni tanto mi capita ancora di pensarci.Il discorso è iniziato poichè Cristina mi raccontava di sua sorella a cui è morto la figlia di dieci anni in un viaggio in Africa.Allora ho avuto un brivido. Gli ho detto:-

Per una madre sopportare la morte di un figlio è più difficile della morte di un compagno.I figli nascono dal cuore, gli uomini entrano dalla porta.

Allora si parlava degli ultimi attimi prima di morire cosa hanno fatto di strano  le persone a noi care prima di morire.

E sono andata a casa con il pensiero a Georg. Neanche il mio falchetto ho visto oggi. Appoggiato nell’ albero della strada ad attendermi incredibilmente tutti i giorni.Non c’era oggi. A casa ho iniziato i mestieri, ho tolto stranamente le lenzuola dal piumone nella camera ospiti. Un buchino era nel piumone, non so da cosa e da che causa, so solo che nel togliere il lenzuola del piumone, una bella nuvola di piume di oca mi ha sommerso dalla testa ai piedi.

Ogni piuma che cade ogni piuma che trovo è un contatto tra la vita e la morte. Io ci credo.Non ero sola oggi. Ho raccolto per anni ed anni piume, per tenermi non in contatto, per legarmi per sperare, per sentirmi meno sola. Ora ci sorrido.

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