Città e volti

Città e volti

scorrono dai vetri

di un finestrino

sporco d’insetti

e rigato da graffi di cielo.

L’odore

delle cicche di sigarette

nel posacenere

e un uomo che mi guarda

Questo

ondeggiare del treno

che mi sbuccia le ali

tra le scapole

e le gambe

di sangue.

E sempre pronta con

borse e cuscini per

partire.

Dove la prossima

Fermata?

 

 

Non posso essere sola,

mi viene a visitare

una schiera di ospiti,

non sono registrati,

non usano la chiave,

non han né vesti, né nomi,

né climi, né almanacchi,

ma dimore comuni,

proprio come gli gnomi,

messaggeri interiori

ne annunciano l’arrivo,

invece la partenza

non è annunciata, infatti

non sono mai partiti.

Emily Dickinson


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