Hereafter

Quando non mi isolo. Torno a prendere la mia copertina da snoopy e ritorno nel lettone. Rainer ormai lo sa… ho queste fasi di isolamento § non sto bene e non ne voglio parlar con nessuno§. Dormo il 90 per cento in camera ospiti, poiche mio marito si sveglia cinque volte alla notte, per andare in bagno, perchè russa come un orso polare, perchè io soffro di insonnia conclamata dalla sera della morte di  Georg. Eh si per chi non lo sa. Sono ex vedova.  Georg non era uno stinco di santo, ma quello che ho visto la sera della sua morte, se lo racconterai , non ci crederebbe nessuno. Non voleva morire. Non voleva assolutamente morire, ed ad un certo punto ormai sensa sensi e delirante e si contavano i minuti che arrivava la santa morte per togliergli tutte le sofferenze. Eravamo tutti intorno al letto, io, i suoi fratelli e suoi vecchi genitori. Ma una cosa mi turbo. Come se una forza fuori dal normale, lo risvegliava e gli dava coscienza che stava per morire. Mia cognata disse, è morto. Eravamo tutti convinti che era morto.Ma dopo pochi secondi, alzo la vita e la testa dal letto, ed urlo un lunghissimo agghiacciante ” Noooooo”!Terrorizzato! E sospiro accasciandosi nel letto. Ci raccontava sempre che sognava che incontrava  un gorilla e lo prendeva a pugni , perchè quel gorilla era lui, solo che il male lo aveva lasciato a lui. Georg non era uno stinco di santo credetemi. Mia cognata disse  sta prendendo a pugni il gorilla che gli ha rubato la vita, qualcosa del genere. Erano le tre di notte del 16 Marzo 2007, in Ospedale ad Heidelberg.  Adesso una domanda che mi sono sempre posta, ma esiste  qualcosa dopo la morte? Dove andiamo?

Io ci credo. Secondo voi che succede a noi quando moriamo? Da qualche parte andiamo , dove non lo so, ma da qualche parte andiamo. Ne sono certa.

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2 commenti to “Hereafter”

  1. Cavolo che esperienza tremenda! Certo non ti sei fatta mancare niente eh! Hai avuto una vita piena di sofferenze e di dure prove da superare, prove che lasciano il segno, ma che si possono superare con l’aiuto di chi ti vuole bene. E che supererai assolutamente, anche se non le scorderai mai. Certo che andiamo da qualche parte. Io non credo affatto che finisca tutto, anche perché niente finisce in natura, “nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”(Lavoisier) e anche noi ci trasformeremo in qualcosa d’altro o di diverso che non conosciamo, per questo ne abbiamo paura. Non è tutto qui, c’è dell’altro, e quello che verrà sarà superiore a questo. 🙂 Un abbraccio caro. Giancarlo

  2. E’ si una esperienza diversa e terribile , ma più le corse in ospedale, le speranze, il pagare medici e guaritori aggrappandosi a tutte le speranze possibili, e poi un punto un fine.Ma quei due giorni, non li posso raccontar tutto, da farci un film, pezzettini, quei due giorni quello che ha montato la forza di volonta quell’uomo per il mio amore, non posso raccontarlo, perchè quei due giorni mi hanno fatto capire che esiste qualcosa, non so cosa, non so se averne paura, forse un po’ mi fa paura.Ma ne ho la certezza.Esiste un dopo la morte.Sono limpidi e nitidi tutte le sere quei due giorni.E questo è un motivo perché mi sono decisa di non far più un lavoro che non piaccia l’ambiente, di provar a far quello che desidero.Un abbraccio.

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